sabato 2 marzo 2013

L'Ultimo regalo del Fiabaro del 2000


Rivisitare fiabe, classici della letteratura fantastica per ragazzi e racconti tratti dal folklore popolare è uno sport piuttosto in voga dagli anni ottanta in poi. Negli anni 2000 questa tendenza è diventata addirittura un filone mainstream che ha finito per coinvolgere praticamente ogni media. Dagli adattamenti cinematografici più o meno fedeli come i cartoni animati della Disney, il leggendario Mago di Oz con Judy Garland o l’indimenticabile Pinocchio di Comencini, siamo passati all'applicazione sistematica del filtro del genere: i più gettonati restano sempre il fantasy e l’horror, senza disdegnare il poliziesco e il noir.
Il cinema resta il destinatario privilegiato di queste revisioni: è toccato a Biancaneve (Biancaneve e il Cacciatore, andato ad aggiungersi a Biancaneve nella Foresta Nera, un classico prodotto dei gloriosi nineties), Cappuccetto Rosso (Cappuccetto Rosso Sangue), Peter Pan (Hook), ad Alice (nella terribile trasposizione di Burton), agli stessi Fratelli Grimm (eletti a protagonisti in quello che resta il peggior film di Terry Gilliam), mentre a breve toccherà ad Hansel e Grethel (in una versione in cui cercano di rubare il lavoro a Bren!) e, nuovamente, al Mago di Oz nell’atteso Il Grande e Potente Oz di Sam Raimi. La cosa che accomuna tutti i titoli sopra citati è la non esaltante resa artistica dei lavori, al punto che il miglior film di revisione fiabesca resta, a mio avviso, Shrek.
Diversa sorte è toccata al mondo dei Fumetti, dove dal 2002 il titolo della Vertigo Fables ci fornisce un’acuta, accattivante rivisitazione delle fiabe miscelando i generi più disparati: la serie, pur sfilacciandosi nei numeri dal 70 in poi, resta finora un’operazione intelligente e ben costruita. Meno nota la serie Legends - The Enchanted della Radical Comics, una revisione steam/cyberpunk gioiosamente tamarra.
In tivì invece, gli amanti delle Fiabe (e di Lost) hanno potuto sbizzarrirsi con l’avvento di Once Upon a Time: tra alti e bassi, la serie (giunta alla seconda stagione) spazia a 360 nel panorama fiabesco tradizionale e se la sceneggiatura stenta precipitando sovente in picchi di banalità, a risollevare la situazione ci pensa sempre quel mostro sacro che risponde al nome di Robert Carlyle (qui nei panni di Tremotino... bella mossa ingaggiarlo! Quando si dice soldi spesi bene!). Da menzionare una riedizione de La Bella e la Bestia (storico telefilm anni 80 con nientepopodimenoche Sarah Connor e Hellboy Linda Hamilton e Ron Perlman... di questa serie ho ricordi fantastici, non so se per meriti suoi o perché mi ha accompagnato durante tutta l’adolescenza!) della quale però devo ancora vedere un episodio.
Ma veniamo all’uomo che dà il titolo al post: il Fiabaro del Duemila. In realtà questo soprannome spetterebbe di diritto ad Alex Abruzzese l’indimenticato autore di romanzi come “Servizietto Vincente” o “Tranquilli che questa non puzza” (ma come, non ricordate? Mai dire goal? Bebo storti alias Thomas Prostata? Pulp! Molto pulp! Pure troppo per i gusti mia!). In realtà Il Fiabaro di cui parliamo è un personaggio reale e risponde al nome di American McGee. Non è uno scrittore, non è un regista, non è un fumettista ma fa parte della categoria che è destinata a mandare in pensione tutta questa bella gente (Morte alla Strega Allegra Geller!).
American McGee è un ideatore di videogiochi.
La sua prima incursione nel fiabesco/fantastico risale al 2000 con American McGee’s Alice seguito a undici di distanza da Alice: Madness Returns: nei due videogiochi citati McGee sconvolge il Paese delle Meraviglie deformandolo in un teatro grottesco e inquietante. Alice viene sballottata tra manicomi e paesaggi lugubri, costretta ad affrontare creature che definire disturbanti è poco. Il successo è planetario e unanime e addirittura, per un po’ (intorno al 2004/2004) si è parlato anche di un adattamento cinematografico con protagonista la sempre adorabile Sarah Michelle Gellar. 
Il buon McGee comincia a prendere più seriamente il suo ruolo di Fiabaro quando nel 2007 dà il via a una serie di minigiochi raccolti sotto il titolo di American McGee's Grimm, dove, come dice il titolo, l’autore americano si diverte a rivisitare le fiabe dei celebri fratelli tedeschi. Come per Alice, anche qui sono i toni scuri a dominare: poca (o nessuna) concessione viene fatta alla solarità con cui vengono classicamente intese le fiabe, in favore di un brusco ritorno alle atmosfere primordiali in cui queste storie sono state concepite e tramandate.
American McGee's Grimm è giocabile dal sito della casa di produzione dell’autore, la Spicy Horse e da alcuni mesi è possibile cimentarsi nell'ultima creazione del designer americano: Akaneiro - Demon Hunters.

Stavolta il bersaglio delle cure del nostro amico è Cappuccetto Rosso, trasportata di sana pianta nel Giappone Feudale per un gioco di ruolo d’azione ricco di suggestioni grafiche. Potete scaricare Akaneiro GRATUITAMENTE e io, ovviamente, vi invito a farlo (soprattutto se avete un computer meno cesso del mio, che mi fa penare anche quando devo giocare a Angry Birds!).
Sarà interessante vedere come si svilupperà la ricerca di McGee in futuro per capire se lo scettro di Fiabaro del 2000 debba restare fra le sue mani e se il videogioco sia davvero la forma migliore in cui certe tradizioni debbano continuare.


giovedì 31 gennaio 2013

Cambiamenti

Allora è deciso... il Crazy Camper è stato buttato fuori da queste stanze! D'ora in avanti, tutte le faccende riguardanti l'etichetta più tazzorra del panorama fumettistico italiano verranno trattate a questo indirizzo: www.crazycampercomics.com.
Qui, parlerò giusto dei cazzi miei.
In effetti, questo blog stava diventando un po' un bazaar e le cose si accumulavano una sopra le altre... era l'ora di fare chiarezza.
E allora,un brindisi a un nuevo inizio!

lunedì 21 gennaio 2013

Annonuovovitanuova


Ho abbandonato questo bloggo per quasi due mesi, lo so. E l’ultimo post era una sfacciata inserzione pubblicitaria. So anche questo. E non che questo post serva poi a chissà cosa, se non per dire che sono tornato in azione e che da qui a breve molte cose cambieranno. Forse anche la vita e la funzione ufficiale di questo bloggo cambieranno, non ho ancora deciso. Però ci saranno delle novità. Grosse e piccole. Come avevo accennato abbondantemente in un post precedente, l’ultima Lucca si è lasciata alle spalle strascichi pesanti, sotto diversi punti di vista. Mio dovere era staccarmi, frenare e analizzare la situazione con tutta la lucidità possibile prima di partire lancia in resta verso nuove destinazioni. Credo di averlo fatto. Credo. Non è che mi fidi troppo di me stesso, sapete com’è!
Ad ogni modo, bentornati sul Camper! E già che ci siamo... con quest’anno sono 10!


lunedì 3 dicembre 2012

Crazy Camper X-mas Pack!

Un'offerta imperdibile! Un delirio totale!
Per tutto il mese di Dicembre il Crazy Camper vi offre una raccolta dei suoi pezzi meglio a una cifra spaventosamente ridicola!
Tutti e SEI i volumi di MADADH (saga fantasy completa!), i TRE volumi fin qui usciti di BREN GATTONERO, più il primo volume di TEENAGE MUMMY a soli 50 EURI spese di spedizione incluse!
Pensateci, in un colpo solo potreste accontentare tutti i vostri amici (o magari voi stessi!).
Per avere più informazioni messaggiate a questo indirizzo email oppure contattateci tramite la nostra pagina feisbuch!


martedì 27 novembre 2012

Cyberpunk Not Dead

Col termine Sprawl ci si riferisce a un agglomerato urbano in continua espansione e pressoché indefinito. Nella letteratura cyberpunk lo Sprawl, oltre a dare il nome alla Trilogia più famosa del genere (il famoso Boston-Atlanta Metropolitan Axis di Neuromancer-Count Zero-MonnaLisa Overdrive by Bill Gibson) è il teatro in cui si muovono solitamente i protagonisti, siano essi cowboy d'interfaccia, samurai della strada o semplici derelitti disposti a tutto per un pugno di nuyen o eurodollari o crediti o quale che sia la valuta in corso.
Da poche settimane Sprawl è anche il titolo di un suggestivo web manga spacacculi che potete trovare a questo indirizzo e leggere aggratisse con gioia e tripudio.
Indi per cui leggetelo immediatamente e spargete il verbo... chissà che come a me, non vi venga voglia di ripescare i vecchi manuali di Cyberpunk 2020 e Shadowrun!


giovedì 22 novembre 2012

Tough Guys, Pretty Girls & Monsters - #1

E qui si continua a lavorare, non si frigge miha l'acqua!
Le matite sì, sono le sue (lo so che vi piace, lo so!)... il resto è ancora clamorosamente top secret.


mercoledì 21 novembre 2012

Fin qui tutto bene...

La Walking Night è diventata, da qualche anno a questa parte, un appuntamento settimanale fisso che accompagna la proiezione della serie tivì The Walking Dead.
Il gruppo dei partecipanti all’evento varia di volta in volta, ma lo zoccolo duro è composto dal sottoscritto, Ambra, Mik e Host. Durante la Walking Night vengono consumate rigorosamente skifezze come kebab, cheeseburger, hot dog, nachos, salsa piccante, (tranne l’ambra, che mangia verdure ripiene di tofu e altre robe vegan), vengono svuotate bottiglie di chinotto, birra, vino e sambuca e più che esaltarsi davanti alle gesta dei poveracci sopravvissuti all’apocalisse zombi si passa il tempo ad infamare loro, gli sceneggiatori, il regista e chiunque abbia messo in piedi una serie così del cazzo. Almeno, fino all’anno scorso. Perché, a sorpresa, questa terza season di The Walking Dead ci sta facendo finalmente godere... e detto da me che almeno una volta al giorno mi lascio scappare la frase “gli zombi mi hanno triturato i coglioni!” vuol dire tanto. Bene così e incrociamo le dita... che la Walking Night continui a non essere un semplice e amorevole attentato al fegato!