sabato 26 marzo 2011

Dyal Dog - Il Film - Una recensione

La sequenza finale, Dylan sotto la pioggia sottile di Londra che guarda allontanarsi il galeone nel cielo notturno... quel voice over sotto, di lui che scrive nel suo studio... l’ultima carrellata con il nostro Indagatore dell’Incubo alla scrivania e la macchina da presa che sale, trasformando lo studio in una scatola circondata dalle tenebre... beh, valeva la pena di aspettare tutti questi anni. Uscito dal cinema ero così soddisfatto, così in pace con me stesso e con il mio passato di fumettista incallito che avrei voluto fumarmi 28 sigarette di fila... ne ho fumato solo due, fra le consuete proteste di Ambra.
Facciamo un gargantuesco balzo all’indietro. Scuole medie, terzo anno, l’anno dell’esame. Il mio amico Claudio Mazzanti, pioniere dell’horror molto più coraggioso del sottoscritto si presenta in classe con un albo... il formato è quello quadrato che ho imparato ad amare prima con Tex e poi con Martin Mystere, solo che questo è qualcosa di nuovo, di veramente nuovo... prima di tutto perché la sequenza iniziale è la stessa di un film che mi ha scioccato “Terrore Cieco”, film che fino a quel momento avevo visto solo iniziare prima che i miei mi spedissero a letto con un sonoro calcio nel popò... bella mossa, babbo e mamma, così del film mi restava solo l’incubo di Mia Farrow, cieca come una talpa che scendeva la scale senza accorgersi del massacro circostante!
E poi, beh... poi perché era peso. Era violento come e più dei film che ci terrorizzavano e nonostante tutto, continuavamo a vedere insieme il pomeriggio, a casa di Paolo, magari... e infine, e questa era la cosa più importante, il confine era labile. I mostri, compreso quello del titolo, non erano mostri... o perlomeno, s se combinavano qualcosa di mostruoso avevano tutto il sacrosanto diritto di farlo, visto come erano stati trattati... respinti, emarginati.
Inevitabile che diventasse il mio fumetto preferito. E lo sarebbe stato per molto, molto tempo, prima che m’imbattessi in una rivista, “Horror”, che pubblicava le strambe avventure di un tizio con la pelle bianchissima e gli occhi nerissimi e quelle di un giovane guascone biondastro e inglese, molto simile a Dylan, per certi versi, ma infinitamente più cinico.
Che Dylan Dog sia stato un grande fumetto lo testimonia il fatto che tutti, ma proprio tutti lo adoravamo... perfino mia sorella, per niente amante della letteratura disegnata, tiene una copia de “Il Castello della Paura” e de “La Dama in Nero” in mezzo ai suoi saggi su Henry James e ai suoi libri di Danielle Steel. La generazione che è stata adolescente a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, quella che ha a tutti gli effetti consacrato l’Indagatore dell’Incubo si è appassionata senza remore a questo personaggio malinconico e divertente... credo che si sia trattato di un rarissimo caso di fumetto generazionale, qualcosa che non era riservato solo a una categoria di persone, ma che le attraversava tutte, trasversalmente. Non sarebbe successo mai più. Quando avevo quattordici, quindici anni fantasticavo su un film di Dylan... mi sarebbe piaciuto leggere anche dei “librigame” con lui protagonista (per un po’ ho pensato di scriverli proprio io!) e quando ho cominciato a sceneggiare fumetti, il mio sogno, il mio fine ultimo era proprio quello di arrivare, un giorno, a scrivere una storia sul bellimbusto di Craven Road. In mezzo a tutto questo, ovviamente, aspettavo in gloria il film. Attesa ripagata.
Il lavoro di Kevin Munroe è tutto quello che un vecchio fan di Dyaln come me avrebbe sempre voluto vedere e Brandon Routh è perfetto nel trasmettere il tormento del nostro eroe, il suo non sentirsi adeguato, non sentitisi al passo, socialmente inserito... peccato per l’assenza di Groucho, ma Sam Huntington, nei panni dell’esilarante zombie Marcus riesce a non far rimpiangere troppo la baffuta spalla storica del nostro eroe... i siparietti fra i due sono travolgenti e smorzano effettivamente l’enorme tensione del feroce conflitto Dylan-Xabaras (interpretato dal mefistofelico Peter Stormare). Anche Morgana è sublime, azzeccata... avevo dei dubbi sul fatto di affidare ad Anita Briem, una classica bellezza nordica, il ruolo della cupa donna su cui si regge l’universo femminile di Dylan, ma devo dire che la giovane attrice islandese è riuscita a dare quel tocco di etereo ed angelico al personaggio. E infine la regia lucida e ispirata di Munroe, capace di raggiungere le due anime di Dylan: quella gore/splatter, ispirandosi ai grandi maestri del passato come Fulci, Argento, Carpenter, Hooper e Raimi e quella più esistenziale in cui ha attinto a piene mani dalla commedia britannica al dramma psciologico al punto che Dylan Dog, a tratti, sembra girato dalla mano delicata di Stephen Daldry. E’ un po’ presto per dirlo, ma forse il cinema ha guadagnato un nuovo maestro.
Ne è valsa la pena, davvero... aspettare tutti questi anni. So che è un desiderio fanciullesco, ma per un eventuale seguito (e non vedo perché non debba essere fatto) sarebbe fantastico attingere a due storie che ho amato alla follia: “Memorie dall’Invisibile” e “Golconda”. Sarebbe davvero il massimo. Ma forse è meglio non tirare troppo la corda, forse è meglio accontentarsi e dire grazie a Dio, al fato, alla fortuna che mi hanno permesso di vedere sul grande schermo le avventure dell’eroe che mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza.

Occhei, ragazzi, basta scherzare! Quella che avete appena letto è una finta recensione e allo stesso tempo un omaggio ad una storia di Dylan, il “Senza Nome”, scritta da Paola Barbato e disegnata da Giancarlo Alessandrini. Ovviamente non ho visto il film di Dylan e non sono propenso a concedergli una possibilità (“Non ci serve un piano... ci servono solo pistole più grandi!” Gesù, non vi basta come motivazione?!!!!).

10 commenti:

Davide Castelluccio ha detto...

Per un attimo ho temuto per la tua sanita mentale!

Andrea ha detto...

Giesù, mi hai fatto paura!

Tommaso Destefanis ha detto...

Ahahaha! Non preoccupatevi, ragazzi... la mia sanità mentale è ancora integra (anche se c'è chi potrebbe sostenere il contrario!)

Michel Mammi ha detto...

Haha!! ..questa è stata bella, mi avevi quasi fregato!!!
..(Cazzo però il film su Golconda sarebbe nà figata davvero!)

Tommaso Destefanis ha detto...

@ Michel - Beh, un film su Golconda sarebbe la fine del mondo... in tutti i sensi! Girato da Terry Gilliam, magari! Oh, sognare non costa nulla!

tynez ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
tynez ha detto...

Per un attimo..ma solo un attimo però...mi hai fatto dubitare di me...Ho davvero creduto di non esser più capace di valutare un film...se vederlo o meno anche solo da un trailer..soprattutto un film su un personaggio/libro ecc.. che ho amato,come hai sottolineato anche tu,immensamente da ragazzo.Collezione originale fino al numero 100(anche qualcosina in più)poi ho smesso perchè mi è venuto a noia come si dice dalle mie parti....Per cui mi sono rifiutato di vederlo,appunto per le battute cretine del film,e per aver cercato di accostare un eroe tanto amato perchè diverso...perchè insicuro,pieno di difetti..che ha paura dei pipistrelli e soffre di claustrofobia...è un ex-alcolizzato che,per una volta come tutti,non ha saputo sconfiggere i fantasmi,quelli sì..veri,che i dolori della vita ci pongono davanti nel cammino verso la tomba(per stare in tema)Per cui è un debole che si è riscattato..è vegetariano e non sà fare a pugni...Insomma tommy,è amato perchè più simile ad un uomo appunto e lontano anni luce dall'eroe che"non deve chiedere mai".Così come ho amato tanto spider man,il primo eroe marvel che aveva dei dubbi umani.Il famoso:dagrandi poteri derivano grandi responsabilità Eccetera ecc..Trasformare Dylan dog in schwarzenegger(o come cazzo si scrive) non mi è proprio sembrato il caso..anzi mi piacerebbe saper cosa ne pensa Sclavi di questo...Insomma Tommy..data la stima verso di te...ormai ci conosciamo da ragazzini quindi...per un momento solo,ti dicevo..mi hai fatto dubitare! Stà a vedere,ho detto,che ho preso una cantonata gigante e che l'ho bollato troppo in anticipo..alla stregua di amici miei con De sica??Poi ho rivisto mentalmente i trailer e ho detto:"Tommy è un coglione e non capisce un cazzo..non senza rammarico,te lo concedo questo.Poi svelato l'arcano ho tirato un sospiro di sollievo...Fiùùùùù..Non sai che peso ha tolto il saperti ancora tra noi..Comunque Tommy,per continuare il sondaggio...io degli albi di Dylan Dog farei un film su"DOPO MEZZANOTTE" e sullo spettacolare "STORIA DI NESSUNO" che anche se non fosse un albo di Dylan ma fosse un albo,come dire,una storia a sè..sarebbe ugualmente eccezionale. Ciao Tommy ci si vede in giro...

Tommaso Destefanis ha detto...

Ehi Tynez! Ahah, ci sei cascato anche te! Ma come si fa a vedere Dylan con in mano un tirapugni?!! Ma è una contraddizione in termini! I tizi che hanno messo su questa baracconata non si sono neanche preoccupati di capire cosa rappresentasse il fumetto di cui avevano acquisito i diritti (che poi, voglio dire, potevano risparmiare quei soldi e inventarsi un personaggio tutto loro... sarebbe venuta fuori una cagata lo stesso ma ci avrebbero evitato una delusione!). Ad ogni modo sì, anche "Dopo Mezzanotte" sarebbe grandioso... mentre "Storia di Nessuno"... beh, cazzo, quell'episodio non ha paura di niente e nessuno, né di Watchmen, né del Cavaliere Oscuro. Ma già che siamo in tema ne tiro fuori un altro: "Il Buio". Ricordo che era uscito una sera che eravamo a giocare a Dungeons & Dragons a casa di Fabietto... e invece di iniziare la partita ce ne stavamo tutti lì a leggere il fumetto, gasati a bestia! Troppe belle storie e troppi bei ricordi legati a Dyd... e non sarà davvero un filmaccio a rovinare tutto.

tynez ha detto...

Ah già è vero..il buon Manacerace....come dimenticarlo...io il primo dylan che lessi fu i conigli rosa uccidono..ma quello che mi conquisto fu come nel tuo caso,se ho capito bene, il ritorno del mostro.

Tommaso Destefanis ha detto...

Sì, il Ritorno del Mostro fu una rivelazione... ma il mio preferito, una volta recuperati i primissimi albi, è stato per un sacco di tempo "Gli Uccisori"... va a sapere perché! :)