che ti piglia proprio quando non vuoiiiii... cantavano Albano e Romina. E qua di nostalgia per una certa roba targata David Lynch devono avercene tutti e a carrettate, perché ogni tre per due le emittenti americani si mettono a lanciare nuovi telefilm alludendo o proclamando sfacciatamente di avere per le mani il nuovo Twin Peaks. Premesso che: Twin Peaks è fuori concorso. Twin Peaks è stato fatto chiudere frettolosamente salvo mangiarsi abbondantemente le mani fino ai polsi e su fino ai gomiti. E’ assolutamente impossibile e inconcepibile ripetere un’esperienza simile, perché davanti a un tale concentrato di delirio oggi la maggior parte dei produttori chiamerebbe la neuro (anche Mullholland Drive doveva essere una serie... ve la immaginate?). L’humus culturale e creativo dei primi anni novanta era una specie di giungla amazzonica paragonato alla pinetina di questi tempi. Premesse tutte queste menate che vogliono solo sottolineare l’irripetibilità di una situazione del genere, tutti i telefilm additati quali eredi di Twin Peaks si sono rivelate delle solenni minchiate, incapaci di calamitare nuovi fan e, soprattutto, capacissimi di far scappare sdegnati i vecchi amanti della serie capolavoro. Oggi ci risiamo. Da qualche giorno in america è uscito The Killing che, tra l’altro, non è nemmeno un prodotto originale ma un remake di un telefilm danese, Forbrydelsen, che io personalmente non conosco ma che pare sia un vero gioiello.
Ora, io non so se l’originale danese sia così ammiccante ma in The Killing a volte ci troviamo quasi ai confini del plagio... la scena del ritrovamento della novella Laura Palmer, con la madre che segue gli sviluppi al telefono è solo l’esempio più eclatante. Ma qua e là gli omaggi e le citazioni al capolavoro lynchano sono seminati a piene mani.
Ma arriviamo al punto... la cosa ti ha disturbato, Tommy?
Cazzo, no.
Perché The Killing è davvero ottimo sotto tutti i punti di vista: ci sono degli attori che finalmente hanno le facce giuste, ci sono tempi dilatati e pioggia a non finire... c’è l’analisi degli effetti che genera un crimine nelle persone e non l’attenzione voyeuristica alla sua esecuzione (cosa che permea un po’ tutte le recenti produzioni poliziesche)... c’è una Seattle (che poi Seattle non è... la serie è girata a Vancouver) che sembra uscita direttamente da Seven e ci sono uffici di polizia umidi e muffosi, lontani anni luce dal fighettame di C.S.I. E non c’è traccia del delirio onirico-allucinatorio che caratterizzava la serie di Lynch. Ed è giusto così.
The Killing pare essere davvero un buonissino prodotto e merita davvero un’occasione.
E lasciamo perdere Twin Peaks, davvero... citazioni a parte (e in questo caso fanno solo piacere), questa è davvero un’altra cosa.
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